lunedì, 29 giugno 2009, ore 18:56

Kiss

3

Sta accarezzando quelle pietre d’asfalto coi suoi piedi all’interno delle scarpe belle perché appartenenti a lei: come i pianeti con la propria stella, come le stelle con la propria galassia, come le galassie col proprio Universo; è lei il mio Universo, è lei la mia stella, la mia illuminazione, la mia vita, la mia morte che non verrà mai se i miei occhi la guardano, la vivono, quello che desidero farle io, viverla, attimo dopo attimo. Mentre attraverso la strada per riabbracciarla e baciarla passionalmente sulle labbra, guardo il cielo, un po’ per timidezza, un po’ per raccomandare le stelle di brillare più che mai e sussurrare al vento di farla avvolgere dalla sua sorella tenera, la brezza. La strada è desolata, è ferma, bloccata: il tempo si è fermato, una bolla d’attimo è stata appena fecondata, e inizio a sperare che il suo viaggio sospeso in aria possa durare il più lungo possibile, una vita intera, così appena muore l’ambiente ritorna come prima e ci sarà ancora un’altra vita da percorrere, con lei. Salgo sul marciapiede, mi sento improvvisamente le gambe pesanti, la sua presenza costringe il mio essere a uscire fuori perché non è quello l’attimo giusto per lui, ma per un altro essere, quello che non so definire ma che metterò in mostra. E’ a pochi metri da me, mi lancia un sorriso, poi apre le braccia. Poi un bacio lento, passionale, gustoso come le sue labbra che ho toccato per la prima volta, al primo appuntamento con lei. Dopo le labbra tocca al suo collo profumato, poi alle guance, alla fronte, fino ad abbracciarla, passando la mia mano sulla sua schiena e volgendo gli occhi a terra, sulle pietre d’asfalto nere come il cielo tra qualche ora.
Ma quanto sei bella, ripeto nella mia mente. Cosa aspetti? Dai, diglielo! Diglielo che è bella!, mi urla follemente quell’essere che voleva tanto resuscitare rompendo l’attimo: l’essere timido, mi assale da sempre, anche se le cose che mi dice servono a farlo sbattere al muro e scoppiare, come un kamikaze. Iniziamo a camminare mano nella mano, lentamente.
«Da quanto tempo non ci vediamo, vero?» mi dice, accarezzandomi le labbra con le sue dita.
«Già…»
«Non vedevo l’ora di rivederti»
«A chi lo dici! Non ho mica dormito stanotte!»
«Non dormire, per me? Non ne vale proprio la pena, credimi!»
«Sì che ne vale la pena!», le dico. Avanzo il passo, lo faccio apposta; lei intanto rimane indietro, con lo sguardo abbassato e con le guance rosse. Prendo le mie mani, afferrandole i fianchi. Alza lo sguardo: è il momento giusto
«Ne vale la pena, perché…» mi fermo, non so perché, né come, ma mi fermo.
«Perché?», quel suo perché mi è piaciuto da morire, il modo in cui l’ha detto: ha alzato le sopracciglia, e mi ha guardato con quegli occhi desiderosi della mia risposta, come le sue labbra.
Abbasso lo sguardo, ingoio quella poca saliva rimasta in bocca, che passa per la mia gola ormai secca e stordita; poi rialzo gli occhi verso di lei, mi bagno il muso, e mentre lo faccio mi guarda le labbra e assiste al gesto spinto dalla mia timidezza, di cui inizio ad avere la voglia di ammazzarla. Così fisso i suoi occhi, apro la bocca:
«Perché sei bellissima». Sorride gioiosamente, mi stringe la nuca con quelle mani scivolate per caso fin lì, e poi si avvicina, diventa subito seria quando il mio respiro copre il suo, quando il suo copre il mio, quando i nostri occhi si abbassano, forse per guardare le labbra dell’altro; un altro bacio. Riprendiamo a camminare, le metto un mio braccio sulla sua spalla.
«Dove andiamo?», mi chiede.
«In un posto lontano», le rispondo. Mi fa una faccia curiosa. Facciamo qualche altro passo, poi riprende a parlare:
«Dove si trova?»
«Vedrai!», guardandola negli occhi e sorridendo.
«Come ci arriviamo?»
«Amandoci»
Un altro bacio, e siamo subito partiti.

Emanuele Cerullo
FOTO SCATTATA DAL SOTTOSCRITTO


...PROSSIMAMENTE LA QUARTA PUNTATA...
emanuelecerullo

domenica, 21 giugno 2009, ore 22:02

Orme di innamorati2

Mancano altri dieci minuti, altri dieci minuti e la vedo. Ho la gola secca, il cuore scoppiante, le braccia tremanti quanto le mie mani che su questa foglio stanno rendendo la mia grafia un elettrocardiogramma, e non so neanche se dopo riuscirò a leggere quello che sto scrivendo ora e che scriverò. Per “dopo” intendo dopo averla incontrata. Che mi succede? Cosa faccio? Mi sono preparato tutta la scena, tutto quello che devo fare eppure ora questa strana attesa mi impedisce di ragionare, getta la mia testa in un buco nero. Sto di fronte al luogo del nostro appuntamento: vedo delle ragazze che passano, la cerco tra quelle, coi miei occhi ansiosi, ma non c’è. Sembro un lupo affamato di lei, dei suoi occhi, delle sue labbra che vogliono toccare le mie, questa sera.
Improvvisamente mi appare davanti una figura angelica, scesa dal paradiso: è lei. Mi lancia uno sguardo che mi lascia morente a terra, ma non mi importa, anche se ferito e sanguinante d’amore andrò lo stesso da lei, anzi, è un motivo in più per andarci. Più sangue perdo, più vivo, perché il sangue che cade dipinge questo mondo che abbiamo creato noi, oramai immortali, visto che c’è n’è tanto di sangue d’amore che cade a terra che ci entra dentro, che ci fa rimanere coi piedi per terra, intatti, liberi. Guardo la luna piena che già inizia a farsi vedere in abito bianco, al lato opposto di questo sole che mi sta regalando il tramonto che tanto attendevo. Continuo a guardare la luna, tentando di coccolarla coi miei occhi e sussurrarle di stare ferma lì assieme alle tante stelle che dipingerò apposta per lei. Mi ascolterà? Lo spero. Se non sarà così, la bacerò ugualmente, sotto la pioggia.


Emanuele Cerullo
FOTO SCATTATA DAL SOTTOSCRITTO

...PROSSIMAMENTE LA TERZA PUNTATA...
emanuelecerullo

giovedì, 18 giugno 2009, ore 22:44

l

Sto aspettando: la mia, però, è un'attesa particolare, quella che ti fa venire i brividi; un'attesa che ti fa tremare dalla voglia di far arrivare quel momento come se fosse il prossimo, ma ad opporsi c'è l'orologio: il tempo, quello che determina le ore, che costituisce i giorni, gli anni, la vita. Solo lei può fermare queste lancette, solo la sua presenza. E’ un’attesa, la mia, che mi fa andare avanti e indietro, che mi fa guardare infinite volte allo specchio, con lo sguardo di chi si sente pronto, decisivo, ma che continua ad avere quel brivido strano e freddo su tutto il corpo, e cerco invano di riscaldarmi le mani serrate nella tasca di questo jeans che sto osservando da un bel po’ di secondi: andrà bene o no sotto questa camicia? L’acconciatura mia va bene o dovrò mettermi un po’ di gel? Ho l’armadio aperta ma i vestiti li ho già scelti e li tengo pure addosso. Continuo a guardarmi allo specchio, ammazzando i secondi che non arriveranno a quei minuti che determinerà insieme ad altri cinquantanove un’ora intera. Un ‘ora intera di attesa, come fare per ammazzare questa strana attesa? La fretta fa rallentare il pianeta orbitante attorno alla sua stella.

Mi sono seduto, ma poi mi sono rialzato: sto già immaginando come fare, ho già tutta la scena preparata davanti ai miei occhi con tanto di luogo e di dialoghi. Voglio baciarla. Devo baciarla. Sì, appena la vedo, così glielo faccio capire che vado matto per lei, anche se l’ha già capito, già lo sa. Ma ora devo passare ai fatti, quando vado a farmi la doccia devo consumare tutto il bagnoschiuma, devo essere profumatissimo, bello come non lo sono mai stato. Nel frattempo attendo; sto tentando di dare una spinta violenta ai secondi affinché fecondassero quel maledetto minuto, da me schiaffeggiato affinché partorisse altri cinquantanove minuti e poi sono andato dall’ora, perché si muovesse a far correre i minuti. L’ho già minacciata, dicendole che se non si sbrigava avrei sputato sul cielo e ne avrei fatto tante nubi opache che avrebbero coperto il sole e rovinato suo padre, il giorno. Intanto sto fermo di fronte a questo noiosissimo orologio, pensando che di ore dovrò minacciarne altre ventitrè e appena verrà l’ora tanto attesa la coccolerò affinché faccia riposare i suoi minuti.

 

Emanuele Cerullo

Notte tra il 5 e il 6 giugno 2009. Ore 3.29

emanuelecerullo
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sabato, 06 giugno 2009, ore 21:13

Promosso da MurenaLetteraria
MurenaLetteraria bandisce il Premio Nazionale di Narrativa per Ragazzi “2009”, per opere inedite in lingua italiana. Possono partecipare tutti senza limiti di età, sesso o nazionalità: singoli, gruppi o classi scolastiche. Si può concorrere per una o più delle seguenti sezioni:

A) racconti adatti a bambini dai 7 ai 9 anni; B) racconti adatti a bambini dai 9 agli 11 anni;
C) racconti adatti a bambini dagli 11 ai 13 anni; D) favole e/o filastrocche.

I racconti non hanno limite di lunghezza ma devono seguire i seguenti indirizzi, a scelta dell’autore: racconti ambientati nel passato, gialli, d’avventura, di salvaguardia ambientale, di valori etici e sociali (condizionamento dai modelli imposti dai media, bullismo, gelosia, ruolo nei gruppi, ect- ect), testi sulla fantascienza e sul fantastico in genere.
La quota di adesione per ogni singola opera è di 20 euro. L’incasso, escluse le spese di segreteria e stampa libri, sarà devoluto all’Associazione di Volontariato denominata Centro di Aiuto alla Vita.

Le opere vanno spedite in singola copia cartacea e in singola copia CD, in busta imbottita, al seguente indirizzo: MurenaLetteraria, via Torricella 07 – 50135 Firenze. I testi vanno inviati insieme alla quota di adesione e alla scheda di partecipazione. Il pagamento della quota può essere effettuato tramite versamento su c/c postale n. 49041874 intestato a Elena Narbone -
causale: Segreteria Premio Ragazzi “2009” - (inviare la ricevuta del versamento) o tramite contante da spedire unitamente al testo.
La scheda di partecipazione, scritta in stampatello o al computer, riporterà i dati anagrafici dell’autore o degli autori del gruppo, o il nome della classe con indicazione della scuola, i recapiti telefonici, postali, e-mail e una dichiarazione sull’originalità e sulla paternità dell’opera. Ricordatevi di scrivere nella scheda il titolo dell’opera e di apporvi la data e la firma.

Le iscrizioni scadono il 31 Agosto 2009; farà fede il timbro postale. La Giuria esaminerà tutti i lavori pervenuti e premierà i migliori.

Tutti i partecipanti accettano incondizionatamente il giudizio e le norme del Premio. La Giuria sarà composta da scrittori, giornalisti e persone che operano con e per i ragazzi. Saranno individuati due vincitori per ogni sezione. La cerimonia di premiazione avverrà entro dicembre 2009 a Firenze in sede da stabilirsi. Le notizie sui risultati, il collegio dei giurati e i nomi dei premiati saranno resi noti tramite avviso sul sito www.murenaletteraria.it.

Tutti i vincitori saranno avvertiti personalmente.
Premi: invio dei testi vincitori, accompagnati da scheda tecnica di presentazione, alle principali case editrici nazionali per la richiesta di pubblicazione. Gli scritti più originali saranno stampati in un libro illustrato, che sarà distribuito senza prezzo di copertina, in memoria del Premio. Stampa e distribuzione saranno a carico dell’organizzazione.
Gli autori manterranno i diritti dell’opera e saranno ugualmente segnalati per la pubblicazione alle più note case editrici nazionali.

Informazioni: info@murenaletteraria.it INFOLINE: 055.5213911/613321

April15

venerdì, 05 giugno 2009, ore 16:29

La viaggiatrice nel tempo


....Si volta e riconosce nella bimba lei a otto anni .

Scruta con curiosità l’anziana, si alza: è curva , la supera di una spanna .

Per un solo attimo i loro occhi s’incontrano e lei ha la possibilità di percepire tutto il dolore , la stanchezza e la solitudine.

Una sensazione l’assale, quel viso è il suo come diverrà nel futuro.

Lo sgomento la pervade .

Indietreggia  non vuole sentire la verità .

Una donna bellissima le prende la mano .

La pace s'impossessa di lei, quella donna è bellissima e dona serenità, la sua voce infrange uno stato d’attesa che aleggia .

- Luce hai ben compreso. Loro sono il tuo passato e il tuo futuro .

Questo è il pianeta senza tempo, qui vige solo l’armonia .

Il tutto è nel particolare e il particolare è nel tutto.

In te esiste ieri oggi e domani alla stessa maniera .

Guarda quella rosa e dimmi cosa vedi .

Luce guarda incuriosita  il roseto davanti a lei, una splendida rosa vellutata è perfettamente aperta .

Sicura dei suoi sensi si gira con fare scocciato : - E’ una bella rosa.

- Guarda ancora Luce, ma guarda non con il potere degli occhi .

Il tuo cuore deve vedere ricordatelo .

La giovane osserva la bambina, la vecchia signora e poi volge lo  sguardo sulla rosa .

Per una frazione di secondo vede un bocciolo e un rosa sfiorita contemporaneamente alla splendida rosa.

- Qui esiste il tutto, non c’è prima, non c’è dopo, ma tutto è qui, in questo presente come tanti ologrammi .

Abbraccia Luce bambina e Luce anziana, sa che lei deve andare, una viaggiatrice del tempo non  si può fermare .

Il suo passato e il suo futuro le porgono dei doni .

Due sacchetti argentati . 

Il primo ha dentro i sogni, il secondo ha dentro ciò che ha realizzato nella vita. Una foto , un libro , delle gocce salate in una scatola dorata.

Non comprende .

-Non cercare di capire ora non è tempo, devi solo andare verso quel viale ti porterà in un  altro mondo, vai .

Cammina, ma spesso si volta indietro a guardare quel mondo del tutto .

Di colpo il buio la sorprende, comprende di essere in pericolo,

il vortice del non tempo la cattura, un urlo esce dalle sue labbra.

Preda di vortici colorati, strade maestre per nuovi mondi sconosciuti.

 

(continua...)


ambradorata

martedì, 02 giugno 2009, ore 16:16

Non buio, né luce. Qualcosa di mezzo, come questo dolore al fianco. Provo a voltarmi, forse starò meglio.

La gola arsa. Allungo la mano verso il comodino. Dov’è il  bicchiere con l’acqua?

Dovrebbe esserci. Lo metto qui ogni sera. Gesti consueti a cui non faccio caso.

Sto perdendo la memoria. E’ da un po’ che me ne sono accorta. Particolari insignificanti che fanno la differenza.

Sto cambiando, non sono più quella di una volta.

Ho freddo adesso, da battere i denti. Annaspo in cerca del copriletto. Non riesco a vedere. Ho lasciato gli occhiali da qualche parte.

Dovrei imparare. E invece rifaccio gli stessi errori. Dovrei stare più attenta. Qualcuno ha lasciato un biglietto per me, nella cassetta della posta. E’ da ieri che ci penso, sarà per questo che non riesco a prendere sonno.

“La morte si beve a piccoli sorsi”...

Asthrea

martedì, 02 giugno 2009, ore 15:09

terza parte di "Viaggiatrice nel tempo"

 

 

.....Occhi crudeli la guardano, l’accusano, ma di cosa ?

Davanti a lei un giudice inquisitore il suo cuore sembra di ghiaccio, occhi infuocati , voce altera e baritonale.

Lei si rannicchia in un angolo di quella immensa stanza, silenziose scendono lacrime piene di dolore.

Ogni lacrima cadendo sprigiona una nota.

In poco tempo nella stanza si ode una musica triste, ma melodiosa che cambia i colori tetri di quel mondo ostile con i colori dell’arcobaleno.

L’accusatore  indietreggia e grida ai saggi :

- Vedete la strega si è svelata ! Ha ordito contro sua maestà! Buttatela nelle segrete e lanciate la chiave negli abissi dell’oceano.

-  Non sono una strega ! Con me ho solo amore. 

Piange povera Luce .

Le note vanno verso il cielo donando i colori dell’amore .

Nella stanza entra un raggio dorato, accarezza la giovane .

Tutti iniziano a sussurrare, l’evento è troppo singolare per il loro mondo : il mondo dell’intransigenza.

Il raggio diventa consistente avvolse Luce, mentre in tutto il regno si diffonde la melodia delle lacrime della  giovane.

L’inquisitore tenta di trattenere Luce per assorbire la sua energia,

ma una forza potente la porta  in un’altra dimensione.

I suoi occhi sono ancora bagnati e il suo corpo sente ancora i morsi del terrore.

Un paesaggio immenso e di gran pace si dipana davanti ai suoi occhi verdi come quelli di un  gatto .

Nell’aria note sublimi :- Questo è il paese dell’armonia- pensa allargando le braccia al lieve venticello apportatore di fragranze deliziose.

Corre felice in quel mondo fantastico, solo bellissime farfalle volano sui fiori di cristallo variopinti .

I prati sono vellutati e quando alza il piede, i fili d’erba tornano al loro vecchio splendore. Nel cielo volano uccelli con lunghe piume azzurrate ed emettono  canti melodiosi  tra le pieghe del cielo limpido. Un disco immenso  irradia luce senza bruciare o accecare.

Sente il mormorio del ruscello, corre felice si inginocchia sulla riva immerge la mano .

Le acque sono fresche e limpide, porta alle labbra quel poco di acqua che la sua mano riesce a contenere .

Vede la sua immagine riflessa, ma alla sue spalle ci sono:

una bimba con le treccine e una donna anziana con il viso rigato dal tempo.

( continua...)

ambradorata

martedì, 02 giugno 2009, ore 12:19

B A N D O D I C O N C O R S O L E T T E R A R I O
col Patrocinio di
REGIONE TOSCANA-PROVINCIA DI MASSA CARRARA–COMUNE DI MASSA-APT MASSA CARRARA

L’Associazione Culturale “Versilia Club”, al fine di valorizzare le bellezze paesaggistiche di questa zona apuana, felicemente situata a confine fra le Regioni di Liguria e Toscana, organizza e indìce per l’Anno di Grazia 2009 la terza edizione del Premio di Poesia aperto a tutti coloro che amano scrivere, intitolato

“Massa, città fiabesca di mare e di marmo”.

1°) Ogni Autore potrà inviare a concorso UNA o max. DUE poesie a tema libero. Ogni poesia – di propria creatività - non dovrà superare i 50 versi.

2°) I cinque Vincitori verranno avvisati telefonicamente.

1° classificato premio di € 600;
2° classificato premio di € 500;
3° classificato premio di € 400;
4° classificato premio di € 300;
5° classificato premio di € 200.

Diploma d ’Onore a ognuno. I Vincitori dovranno ritirare personalmente il Premio durante la Cerimonia di Premiazione.
Le cinque poesie premiate saranno lette sia nel Teatro che nelle Piazze.
Menzione con Encomio: altri Poeti verranno premiati con coppe o targhe. Segnalazioni di merito: altri Poeti verranno premiati con Diplomi di Merito

3°) Le poesie inviate a concorso, ognuna in 5 (cinque) copie anonime e non firmate, andranno spedite in plico ben chiuso all ‘ Associazione Culturale “Versilia Club” - Via Stradella, 112 - 54100 RONCHI MS Tel. 0585/309874
Assieme alle cinque copie verrà inserita dentro al plico una busta chiusa contenente i dati dell’Autore (nome – cognome - indirizzo - telefono fisso - cellulare - email per chi ce l’ha - cenni autobiografici nonché il titolo delle Poesie inviate, dichiarando che le opere sono di propria creatività). La Giuria aprirà la busta con i dati anagrafici soltanto a graduatoria di merito conclusa. Il verdetto della Giurìa è inappellabile.
La quota di partecipazione al Premio è di € 20. Potrà essere inviata con assegno bancario o assegno circolare non trasferibile o vaglia, intestando a Versilia Club - 54100 RONCHI MS. Se spedito in raccomandata, si può inviare la quota nel plico.

4°) Dopo la cerimonia, a beneficio dei media, il gruppo dei cinque Vincitori verrà fotografato nelle 5 Piazze del Centro Storico della Città, davanti ai rispettivi 5 magnifici monumenti in marmo. Ogni Poeta riceverà a domicilio le 5 foto ricordo.

5°) La scadenza per l’invio delle poesie è fissata al 31 Luglio 2009.
La cerimonia di premiazione avverrà domenica 27 Settembre alle ore 10,30 nel Teatro dei Fratelli, a Massa (Toscana). Seguirà, alle ore 13,00 in un buon ristorante della Città, il Convivio dei Poeti, del quale i cinque Poeti vincitori saranno ospiti, assieme a un accompagnatore/accompagnatrice. Anche il pernottamento di sabato 26 Settembre è in omaggio per i Vincitori ( se provenienti da fuori regione).

6°) La Giuria del Premio Letterario è composta da Umanisti, Poeti e Intellettuali di fama che leggeranno le valutazioni e consegneranno personalmente i premi ai 5 Vincitori.
Copia del verbale di premiazione verrà inviata per posta a ognuno dei Poeti partecipanti.

Per INFO e dettagli, chiedere al COORDINATORE RESPONSABILE del Premio, prof. Giuliano Lazzarotti * tel 0585/309874 cell. 338-6304153. e-mail:versiliaclub@libero.it

 

April15
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lunedì, 01 giugno 2009, ore 13:34

La viaggiatrice nel tempo


....Mille colori l’avvolgono mentre attraversa portali che magicamente si aprono davanti ai suoi occhi.

Ecco il pianeta della fiaba .

Cammina sfiorando il terreno eterea nel suo procedere.

Un folletto l’accoglie con un sorriso, la prende per mano .

Sliù è l’eterno bambino pieno di vita .

Ha una risata magica che fa sognare e ha il potere di annullare la tristezza.

Corre con lui  sente nel suo cuore nascere la gioia dimenticata da molto  tempo.

Si specchia nelle trasparenti acque di un torrente , il suo viso è di un’adolescente .

Mentre è china Sliù la bagna saltellando da una sponda all’altra invitandola a volare .

Non una sola parola esce dalle loro bocche, sono i loro cuori che parlano .

Un attimo di esitazione e un pensiero razionale affiora :

-  Dove sono ?

Lui le prende la mano, la sfiora con un bacio galante .

Alza lo sguardo, Sliù è  un bellissimo cavaliere senza armatura.

Questo mondo non è figlio della guerra .

Fiori splendidi rifrangono la luce dei soli.

Nell’aria un soave profumo di gelsomino e viole.

Sliù le cinge la vita, volano . Sorride guardando lo spettacolo ai suoi piedi .

Lo guarda negli occhi, grandi occhi verdi dal taglio orientale, due magiche fossette e un sorriso da impertinente.

Una forza magnetica li spinge l’uno verso l’altra.

Le loro labbra si sfiorano, luce azzurra li avvolge.

Un’energia vive in loro, sono luna e sole, mare e cielo , giorno e notte.

Sono l’attimo di una esistenza ed è amore.

Scendono a terra all’improvviso: si oscurano i soli , il freddo sibila minaccioso, il verde si spegne trasformandosi nelle gradazioni del grigio .

Un vortice risucchia lei verso altri mondi. Grida nel silenzio il suo nome, invano! Il portale del tempo serra l’accesso .

Sente come una lancia nel suo cuore .

ambradorata

domenica, 31 maggio 2009, ore 09:24

Viaggiatrice nel tempo

 

Apre gli occhi al nuovo giorno .

Questo giorno è speciale, è un dono divino come gli altri che seguiranno e lei lo sa.

I suoi movimenti sono lenti , incerti .

Lo specchio le mostra la sua fragilità, il suo viso è segnato da una vita andata.

Guarda dalla finestra il mondo che va,  ha paura di quello che dovrà affrontare quando uscirà.

Tra le sue mura è come una piccola principessa chiusa nel suo castello: pallida, malinconica , sola, ma al sicuro.

Ora la sua vita è scandita da orari, piccoli appuntamenti con confetti che le permettono di vivere, poi va davanti al magico schermo di cristallo e vola lontano in un mondo irreale .

Vola sul suo gabbiano bianco su un mare azzurro con onde gigantesche, che sfida con i suoi voli rasentandole.

Sogna mari lontani, altre dimensioni dove ci sono due soli e due lune e infinite stelle .

Si lascia trasportare, ormai è una viaggiatrice del tempo .

(continua...)

ambradorata